Il diritto alla cittadinanza
Un immigrato che arrivi con intenzioni pacifiche ha diritto d'ingresso in un altro Paese, ma – si chiede la filosofa di Yale Seyla Benhabib in una video intervista a Resetdoc – quali limiti ha il suo diritto alla cittadinanza? È un tema controverso, che si scontra con gli umori delle varie opinioni pubbliche, con il razzismo e con la difficoltà a comprendere veramente – come ci spiegano gli studiosi Olivier Roy e Renzo Guolo – la religione e i costumi di chi chiede di far parte della nostra comunità.
LIBRI
Le donne del Dalai Lama
Quando fra i regali di Natale scopri un libro del Dalai Lama intitolato Lettera alle Donne (Rizzoli Editore, 2009, trad. di Elisa Crandina), dopo i ringraziamenti di rito inizi a chiederti cosa possano realmente contenere quelle pagine. Cosa può voler dire, a noi donne occidentali, uno dei principali leader spirituali e politici dell’Oriente? Cosa più di quanto non abbia già detto, e non dica in tutti suoi discorsi pubblici, anche agli uomini?
INTEGRAZIONE
Cinesi a metà. Viaggio nella Milano multietnica
Com’è la convivenza tra cinesi e italiani ora che la presenza numerica della comunità è cresciuta e i segni della coesistenza sono più visibili? E’ un rapporto sicuramente complesso, anche per una certa chiusura della comunità cinese. Sempre più però sono gli immigrati che si integrano. Uno di questi è Quing, 40enne da cinque anni a Milano, proprietario di un negozio di generi alimentari. A quasi tre anni dagli scontri di via Sarpi, siamo andati a vedere a che punto è il processo di integrazione.
LIBRI
Lijia Zhang, l'ex operaia che racconta come cambia la Cina
A vederla però Lijia Zhang non sembra avere vissuto esperienze così forti come lavorare in una fabbrica (al cui interno vigevano tutte le regole imposte dal regime comunista) o aver organizzato le manifestazioni studentesche sfociate poi nel massacro di piazza Tienanmen. E’ sorridente e serena, l'autrice di Socialismo è grande! (461 pag., Cooper, 18 euro). Vestita con abiti cinesi risponde alle domande in perfetto inglese, ma anche con un guizzo di vivace curiosità.
MIGRANTI
L'Italia è un Paese razzista?
A Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, si è scatenata a inizio gennaio una guerriglia, tra parte della popolazione autoctona e i clandestini africani, verso cui sono stati sparati anche dei colpi di fucile. Eppure quegli immigrati erano stati gli unici a ribellarsi in paese alla ‘ndrangheta. Ha scritto Roberto Saviano, l'autore di Gomorra: «Gli immigrati non vengono in Italia solo a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma anche a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere». Siamo sicuri di volerci liberare di loro?
LIBRI
Un'adolescenza cattolica
Nell’episodio biblico dei discepoli di Emmaus, Gesù appena risorto incontra due viandanti che non lo riconoscono e si trattiene a cena con loro, apprendendo la storia della propria morte e resurrezione. Dopo aver spezzato il pane Gesù sparisce e i discepoli restano lì a chiedersi come mai non abbiano capito prima che si trattava di lui. Nonostante ne dia il titolo, l’episodio di Emmaus non è centrale per l’ultimo libro di Alessandro Baricco (Emmaus, Feltrinelli, 144 pp, 13 euro). Semplicemente, si incastra nella storia dell’adolescenza, dimessa e a tratti furiosa, dei quattro protagonisti del romanzo, che hanno “sedici o diciassette anni - ma senza saperlo veramente”.
MINORANZE
Valacchi, socki, gorani: le mille etnie dei Balcani
Sette popoli e otto stati, nella grande regione balcanica. Ma alcuni di questi ceppi etnici sono “spalmati” al di fuori dei confini delle rispettive e naturali madrepatrie. Ad esempio i serbi vivono anche in Croazia, Bosnia, Kosovo e Montenegro. I croati, in Serbia e Bosnia. Ma il panorama etnico non è completo. Ai sette gruppi principali se ne devono aggiungere altri e altri ancora. Microcosmi pulviscolari, radicati nei vari angoli della penisola, spesso sconosciuti. Microcosmi che non hanno una loro patria e ai quali viene frequentemente negata la dignità di minoranza.
POLITICA E RELIGIONE
Obama e il Dalai. Perché la Cina si oppone
Il comportamento repressivo e liberticida della Cina nei confronti dei Tibetani non passa più inosservato. Negli ultimi 20 anni tutti i presidenti americani hanno ricevuto Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama. Oggi la reazione cinese all’annunciato faccia a faccia fra i due Nobel per la pace potrebbe avere ripercussioni sul nucleare, con un veto a possibili sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a Iran e Corea del Nord. Oggi si è sviluppata una sensibilità verso il rispetto dei diritti umani che qualsiasi forma di Realpolitik non può annullare, ma la soluzione di questi problemi dipenderà, con ogni probabilità, più dalla evoluzione dei conflitti interni alla società cinese che dall’intervento diretto dell’Occidente, anche se non c’è dubbio che questo intervento rafforzi quanti in Cina auspicano o pretendono maggiori libertà civili, politiche ed economiche.
I VIDEO DI RESETDOC
Vite da immigrati: il sarto di Kandahar
Il negozio è piccolo. Pareti giallo ocra, con un grande specchio appeso sul lato destro. Stoffe e vestiti colorati. Due macchine da cucire, un paio di forbici. E' appesa al filo della sua nuova macchina da cucire la speranza di una vita migliore per Hanif Esmaelly, giovane afgano, originario della mitica Kandahar, arrivato all'età di venticinque anni in Italia, il 21 gennaio 2003. A Milano ha aperto una sartoria (dalle parti di viale Zara) per coronare il suo sogno di pace. Alle spalle ha una storia di violenza e fatica inenarrabile, il ricordo doloroso di un passato segnato dalla furia talebana.
SOCIETA'
Halal by Coop, ora il supermercato è anche muslim-friendly
Nasce nell'Ipercoop del quartiere Casilino, con la collaborazione di Minareti.it, il primo spazio “Halal”, dedicato alla vendita della carne macellata secondo le regole della tradizione islamica. Le carni, garantite dagli standard della filiera Coop, provengono da uno stabilimento di macellazione di Ravenna e sono lavorate in uno di Londa, vicino Firenze, dove sono seguite e certificate dagli Imam delle rispettive città. Un altro modo per conoscersi, e rispettarsi reciprocamente.
DOPO L'APPELLO DI RESETDOC
Caro Veneziani, ecco perché boicottare Teheran è giusto
Opporsi alla candidatura di Teheran per la prossima giornata mondiale della filosofia non significa applicare delle «sanzioni filosofiche» all'Iran, né «boicottare» l'iniziativa dell'Unesco in nome di una supposta «priorità della democrazia sulla filosofia». Sbaglia Marcello Veneziani su Il Giornale ad attribuire tali concetti a chi, come Giuliano Amato e i membri del Comitato Scientifico di Resetdoc, sottolinea che sarebbe grottesco fare di un luogo «in cui si può rischiare la vita per le proprie idee» la capitale mondiale del dubbio e della riflessione critica. E sbaglia perché se è vero che la filosofia si esalta laddove l'uomo è da salvare, è altrettanto vero che non è certo il boia a concedere il diritto di cittadinanza al filosofo. La posta in gioco è comprendere chi o che cosa si farebbe garante di un libero confronto di idee tra i partecipanti qualora a novembre 2010 questi ultimi dovessero incontrarsi nella capitale del regime di Ahmadinejad. Forse lo stesso Veneziani?
DIBATTITI
Giornata della Filosofia in Iran? No, grazie
Valentine M. Moghadam, Fred Dallmayr, Karel von Schwarzenberg, Navid Kermani, Pietro Marcenaro, Gianfranco Pasquino e Luigi Spaventa. Sono solo alcuni dei molti amici e lettori di Resetdoc che hanno firmato l'appello rivolto da Giuliano Amato, Giancarlo Bosetti e Ramin Jahanbegloo, membri del comitato scientifico di Resetdoc, alla direttrice generale dell'UNESCO Irina Bokova, per scongiurare che la Giornata mondiale della filosofia si tenga nel 2010 in Iran. Per aderire alla nostra protesta, scrivete a info@resetdoc.org.
(Leggi qui l'articolo di Liberation).
DIRITTI UMANI
Iran, il dilemma dell'Occidente
Il regime di Teheran continua a reprimere il dissenso e a provocare la comunità internazionale sulla questione del nucleare. Cosa può fare l'Occidente? Come può aiutare l'Onda verde (che, come sottolinea il filosofo Ramin Jahanbegloo in una video-intervista di Resetdoc, riesce a coniugare Islam e diritti umani)? Servono nuove sanzioni, come propone The Economist?
LIBRI
Un Satyricon italiano
Una festa comica e drammatica, specchio dell'Italia contemporanea. E' quella che muove le gesta, eroiche o vigliacche, dei personaggi dell'ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti (Che la festa cominci, Einaudi 2009, pp. 332, euro 18). E' quella che organizza in una Villa Ada immaginaria il palazzinaro Sasà Chiatti. Lì si incrociano le vite di un gruppo di goffi e sfigati aspiranti satanisti, le Belve di Abaddon, dell'affermato scrittore Fabrizio Ciba e della cantante Larita.
LIBRI
Che fare? Un “green deal” per l'Europa
A dispetto del titolo, il libro di Daniel Cohn-Bendit, Che fare? (Nutrimenti, 139 pp., 12 euro), non ha niente di leniniano. Non solo per il linguaggio del sottotitolo, Trattatello di fantasia politica a uso degli europei, evidentemente estraneo al vocabolario di un rivoluzionario di professione. Ma perché l’anima di Dany le Rouge, come ancora qualcuno s’ostina a chiamarlo in Francia per il suo passato barricadiero, è totalmente anti-dogmatica: «Non c’è niente che mi disgusti di più del volere fare la felicità delle persone contro la loro volontà», scrive.
UN REPORTAGE DALLA CAMBOGIA
Kunthea e le altre. La dura vita delle vittime degli espropri
Phnom Penh e il resto della Cambogia sono oggi terra di conquista per le tasche rigonfie di dollari. Tuttavia, se a sud furono i russi, i francesi, gli svizzeri, gli australiani a contendersi le terre, ora è il turno degli investitori cambogiani arricchitisi negli ultimi decenni. Non si contano più, sui pochi giornali indipendenti rimasti, i casi di espropri ordinati dal governo in seguito ad accordi, a lungo tacitati, che prevedono la cessione dei terreni a compagnie private, gestite da figure politiche legate al partito dominante e assolutista, il Cambodia People’s Party. Secondo un recente rapporto di COHRE, Ong con sede a Ginevra, i cittadini espropriati a Phnom Penh dagli anni Novanta ammonterebbero a 133000, più del 10% della sua popolazione.
LIBRI
“Quasi uguali”: l'immigrazione senza luoghi comuni
“Credo sia tecnicamente impossibile raccontare in prima persona ciò che si comunica con gli sguardi, con un gesto, più spesso con i silenzi. O almeno io non so farlo, devo ricorrere alle descrizioni”. E’ una precisazione che Francesco De Filippo sottolinea nel suo volume Quasi uguali. Storie di immigrazione (Mondadori; 10,50 euro). Un libro nel quale il fenomeno dell’immigrazione viene quasi fotografato, affrontato attraverso la riproposizione di testimonianze in presa diretta, sempre vissute, spesso crudeli e mai buoniste. Il volume è una lettura che vale la pena di compiere comprendendo una volta di più la vacuità dei cliché che attorniano il tema.
LIBRI
La vita ingiusta delle ragazze cecene
Un paese martoriato da anni di guerra e repressione, un popolo umiliato ma orgoglioso della propria identità e delle proprie tradizioni, un libro per “dare voce a chi ha subito torture, a chi ha sofferto e a chi è stato costretto a scappare”. Susanne Scholl, giornalista austriaca e corrispondente da Mosca per la televisione del suo paese, nel suo libro Ragazze della guerra (Ed. Voland, traduzione di Chiara Marmugi, € 14,00) racconta del viaggio compiuto in Cecenia nel 2006 e dei suoi incontri con le donne cecene. Grazie alle loro testimonianze, quel piccolo angolo di mondo perduto fra le montagne del Caucaso, che molti in Europa conoscono solo per averne sentito parlare nei notiziari, diventa un luogo reale. Di una realtà che forse preferiremmo continuare a ignorare.
ASIAN UNIVERSITY FOR WOMEN
«Così diamo una speranza alle donne del Bangladesh»
“In Asia la devalorizzazione della donna resta ancora un grave problema e la storia del continente continua ad essere segnata da scontri etnici e religiosi”. Per questo Kamal Ahmad ha fondato in Bangladesh la Asian University for Women, dove viene “coltivato il potenziale di leadership delle donne e in cui si insegna un nuovo senso di tolleranza”. In quest’intervista racconta del suo progetto e di come, grazie alle borse di studio che ricevono, studentesse da tutta l’Asia stanno imparando ad aspirare a diventare qualcosa di diverso da quello che sono state le loro madri.
LETTERATURA
Nuove voci d'Arabia
Per noi occidentali il mondo arabo continua ad essere un blocco unitario, e come tale vediamo la sua produzione letteraria contemporanea, che appare compatta solo per il fatto di essere scritta in una stessa lingua. Ma nella Lega araba ci sono 22 paesi, e ognuno ha la sua storia, spiega Isabella Camera D'Afflitto. In quelli della Penisola araba (dall'Arabia Saudita agli Emirati fino allo Yemen), ad esempio, negli ultimi anni si è messa in evidenza una nuova generazione di romanzieri, che ha osato affrontare temi scottanti, parlando di schiavitù, tabù, tradizioni e superstizioni, di disgregazione sociale, di colpevolezza individuale e di rapporti fra uomo e donna.






